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Urti elastici e anelastici
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A partire dal XVIII secolo furono ideati numerosi apparecchi per studiare i fenomeni relativi agli urti elastici e anelastici. Willem Jacob 's Gravesande, Petrus van Musschenbroek e Jean-Antoine Nollet idearono sofisticati e spettacolari dispositivi che proposero nei loro fortunati trattati di fisica sperimentale.

L'apparato di Nollet è composto da un grande telaio che reca alla sommità delle aste alle quali sono appese, con sospensione bifilare, una serie di sfere di legno o di avorio. Un filo a piombo consente di verificare la verticalità dell'apparecchio.

Una delle esperienze classiche che è possibile effettuare con questo apparato riguarda la trasmissione dell'impulso. Una sfera lasciata cadere da una determinata altezza lungo un arco di cerchio urta la serie delle sfere elastiche. Per via dell'elasticità dell'avorio di cui sono composte, l'impulso viene trasmesso attraverso tutte le sfere della fila, che restano immobili, mentre solo l'ultima viene proiettata in alto. Quando essa ricade, genera il medesimo fenomeno in senso inverso.

È possibile compiere altre esperienze variando il numero delle sfere oppure fissando alle sospensioni bifilari sfere di massa diversa o, ancora, variando l'arco di caduta, la cui apertura può essere misurata grazie a regoli posti alla base dell'apparecchio.

Per studiare gli urti anelastici si sostituiscono le sfere di avorio con sfere di creta umida che, nell'urto, si deformano facilmente.

Oggetti
Apparecchio per studiare gli urti elastici ed anelastici

Apparecchio per studiare gli urti elastici ed anelastici

Inv. 981
Costruttore sconosciuto, seconda metà sec. XVIII

Apparecchio per studiare la composizione degli urti elastici

Apparecchio per studiare la composizione degli urti elastici

Inv. 971
Costruttore sconosciuto, seconda metà sec. XVIII